Friday, July 25, 2008

Cucina, il pericolo viene dal sushi...

Alla scoperta dell'anisakidosi, una malattia che può essere contratta mangiando pesce crudo, con conseguenze addirittura letali.



Tutti sanno cos'è il sushi. Non tutti sanno cos'è l'anisakidosi. Ha un nome dal sapore leggermente esotico, vagamente misterioso, ma è un virus che si annida nelle aringhe, nelle triglie e nei merluzzi. In Giappone l'anisakis è uno spauracchio che provoca decine di morti ogni anno. In Europa non causa ancora grandi danni perché il pesce si consuma prevalentemente cotto. È noto anche come "malattia del verme dell'aringa”, perché i primi casi della patologia descritti sono avvenuti a seguito di consumo di aringhe in Nord Europa.

L'uomo può comportarsi da ospite accidentale, contraendo l'infestazione cibandosi degli ospiti intermedi naturali (pesci e cefalopodi). Perciò, ingerire prodotti ittici crudi può comportare il rischio di prendersi l'infezione. L'evacuazione delle larve del parassita può scongiurare il pericolo, ma se l'anisakis migra verso la parete muscolare il rischio si fa concreto. Le polpette giapponesi di pesce crudo, deliziose portate culinarie, fortemente in voga tutt'oggi specie tra i giovani, potrebbero celare al loro interno veicoli di possibile contagio. Un'analoga minaccia vale anche per un piatto molto popolare: le alici marinate.

La moda mondiale del sushi e del “sashimi bar” propone un tipo di alimentazione che ha origini antichissime nella tradizione culinaria giapponese, o comunque orientale. Esiste perfino un'accademia californiana del sushi per insegnare l'arte della preparazione e la filosofia di fondo di questa ancestrale sapienza gastronomica, magari abbinando uu buon vino. Non sempre i locali che somministrano il sushi rispettano i parametri igienico-sanitari che pongono al riparo dal rischio di infezioni da anisakis. I disturbi provocati comunemente dal verme sono dolori addominali, diarrea, nausea, perforazioni dell'intestino e allo stomaco. La soluzione ovviamente è la cottura del pesce, in quanto l'anisakis non resiste a temperature superiori a 60 gradi. La legge prescrive che i pesci consumati crudi devono essere lasciati nel congelatore per un'intera giornata a -18 gradi. L'invito dei nutrizionisti è allora: viva le scorpacciate di cucina giapponese, prestando attenzione alla qualità della conservazione del pesce.

Da Virgilio notizie...

Thursday, July 17, 2008

MARE MARE MARE!!!

Mare, mare mare, ma che voglia di arrivare lì
da te, da te, sto accelerando e adesso ormai ti prendo
mare, mare mare, sai che ognuno c'ha il suo mare dentro il cuore,
sì... e ogni tanto gli fa sentire l'onda...

Luca Carboni

Ebbene si scappo un week end al mare, stessa spiaggia stesso mare di mare, questo:



Andora è situata nella parte più occidentale della Riviera Ligure, la Riviera dei Fiori, tra le insenature di Capo Mele (a levante) e Capo Mimosa (a ponente), alla foce del torrente Merula. Dista 55 km dal capoluogo, 15 da Imperia, 40 da Sanremo e 100 da Genova. Il suo territorio comunale fa parte della Comunità Montana Ingauna.

Ininterrottamente dal 1986, la località si fregia della Bandiera Blu per l'eccellente qualità delle acque marine.

A presto e buone vacanze a tutti!!!

Monday, July 14, 2008

E' FINITA!



Dopo due lunghi anni di lavoro sulla tesi mi sono laureata!!
Ecco la mia introduzione:
Mai, durante i secoli passati, l'informazione è stata tanto importante, diffusa e rapida come ai giorni nostri. Una volta l'uomo si interessava quasi esclusivamente di ciò che si verificava nel suo villaggio e in quelli vicini, né poteva essere diversamente, visto che le notizie da luoghi lontani arrivavano quando ormai avevano perso importanza. Oggi, invece, le informazioni si diffondono in tempo reale, cioè nel momento stesso in cui si verificano i fatti. Esse riguardano tutti i settori della vita umana: politica, economica, sportiva, sanità...
E non vi è ente, pubblico o privato, che non sia in qualche modo interessato e condizionato dalle informazioni. Per questo si dice che la nostra è la “società dell'informazione”.
Questo lavoro nasce dal bisogno di mettere su carta bianca un progetto iniziato nell'ottobre 2006. In questi due anni mi è stata data la possibilità di lavorare a contatto con i ragazzi dagli 11 ai 16 anni frequentanti la scuola media Luigi Einaudi di Aosta, come insegnante di alternativa. Ho approfittato del fatto di non dover seguire un programma scolastico nazionale per creare io stessa un percorso con i ragazzi proponendo i mezzi di comunicazione di massa come argomento principale delle mie lezioni. Per aiutarmi in questo cammino ho preso spunto ed ho fatto riferimento ai libri di educazione civica, una materia che viene sempre più spesso accantonata nelle scuole ma che aiuta i ragazzi a diventare cittadini maturi e responsabili, capaci di giudicare in modo autonomo, di fare scelte, di prendere decisioni.
Llyod Warner e i suoi colleghi definiscono la scuola come una “società intermediaria tra la famiglia e lo stato che serve ad educare i ragazzi ai modi della vita sociale adulta”.
Questi ragazzi sono, infatti, in un’età di passaggio dall’infanzia all’età adulta. In pochi anni passeranno dalla condizione di bambini, che dipendono quasi completamente dalla famiglia, a quella di giovani responsabili del proprio futuro.
Fino all’adolescenza i rapporti del bambino con la società sono mediati dai genitori, ai quali egli, sprovvisto di una propria capacità critica, accorda una fiducia illimitata; durante l’adolescenza l’ex-bambino comincia invece la sua scalata verso al conquista dell’indipendenza e di un’identità propria. La scuola diventa così, non più solo un luogo dove si impara, ma un luogo di incontro, dove fare amicizia e socializzare.
Tramite quest'esperienza ho capito che non possiamo ignorare l'importanza sempre maggiore che acquisiscono i mezzi di comunicazione di massa nella socializzazione di tutte le generazioni. Soprattutto l'importanza dei media nella scuola che spesso si ferma alla teoria.

Il mondo dell’educazione ha, quindi, un concreto e piuttosto urgente bisogno di attrezzarsi nei confronti dei mezzi di comunicazione e solo in alcuni casi ciò viene effettivamente realizzato. La realtà scolastica italiana, infatti, non prevede alcun intervento educativo per quanto concerne i mezzi di comunicazione di massa e l’informatica, salvo alcuni rari casi.

E' inoltre importante sottolineare che, contrariamente a quanto si pensi, la società dell'informazione è accessibile solo a pochi, in confronto a tutti coloro che, per un motivo o per l'altro non riescono o possono accedervi.
Cercherò di fornire una visione d'insieme su ciò che in Valle d'Aosta, con particolare attenzione all'ambiente in cui ho lavorato, viene realizzato per far fronte a questa situazione verificando quali siano le esperienze concrete riportate dai soggetti coi quali ho lavorato, anche quelli più svantaggiati per poi aiutarli a prendere contatto con i cambiamenti avvenuti nella nostra società sempre più informatizzata e tecnologica, nella quale i media rivestono un ruolo importante, rappresentando una presenza significativa e pervasiva in ogni ambienti della vita di tutti i giorni, dal lavoro alla casa, dallo svago e, naturalmente, all’educazione.


Grazie alla mia famiglia e al mio Momino che mi ha aiutata tanto...

P.S. Auguri a Kela per i suoi 23 anni!

Tuesday, July 08, 2008

LE DONNE LO SANNO...



Le 9 parole che usano le donne

1) BENE:
Questa é la parola che usano le donne per terminare una discussione quando
hanno ragione e tu devi stare zitto.

2) 5 MINUTI:
Se la donna si sta vestendo significa mezz'ora. 5 minuti é solo 5 minuti se
ti ha dato appena 5 minuti per guardare la partita prima di aiutare a pulire
in casa.

3) NIENTE:
La calma prima della tempesta. Vuol dire qualcosa...e dovreste stare
all'erta. Discussioni che cominciano con niente normalmente finiscono in
BENE.

4) FAI PURE:
E' una sfida, non un permesso. Non lo fare.

5) SOSPIRONE:
Non é una parola, ma un'affermazione non verbale per cui spesso fraintesa
dagli uomini. Un sospirone significa che lei pensa che sei un'idiota e si
chiede perché sta perdendo il suo tempo lì davanti a te a discutere di
niente (torna al punto 3 per il significato della parole niente).

6) OK:
Questa é una delle parole più pericolose che una donna può dire a un uomo.
Significa che ha bisogno di pensare a lungo prima di decidere come e quando
fartela pagare.

7) GRAZIE:
Una donna ti ringrazia; non fare domande o non svenire; vuole solo
ringraziarti (vorrei qui aggiungere una piccola clausola - é vero a meno che
non dica 'grazie mille' che é PURO sarcasmo e non ti sta ringraziando). NON
RISPONDERE 'non c'é di che' perché ciò porterebbe a un: QUELLO CHE VUOI.

8) QUELLO CHE VUOI:
E' il modo della donna per dire 'vai a fare in c**o'.

9) NON TI PREOCCUPARE FACCIO IO:
Un'altra affermazione pericolosa; significa che una donna ha chiesto a un
uomo di fare qualcosa svariate volte ma adesso lo sta facendo lei. Questo
porterà l´uomo a chiedere: 'Cosa c'é che non va?'

Friday, July 04, 2008

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Tuesday, July 01, 2008

SAD EYES



Every day here, you come walking
I hold my tongue, I don't do much talking
You say you're happy and you're doin' fine
Well, go ahead, baby; I got plenty of time
Because sad eyes never lie
Because sad eyes never lie

Well, for a while, I've been watching you steady
Ain't gonna move 'til you're good and ready
You show up and then you shy away
But I know pretty soon you'll be walkin' this way
Because sad eyes never lie
'Cause sad eyes never lie

(Bridge:)
Baby, don't you know I don't care?
Don't you know that I've been there?
Well, if something in the air feels a little unkind
Don't worry, darling; it'll slip your mind

I know you think you'd never be mine
Well, that's okay, baby; I don't mind
That shy smile's sweet--that's a fact
Go ahead; I don't mind the act

Here you come, all dressed up for a date
Well, one more step and it'll be too late
Blue, blue ribbon in your hair
Like you're so sure I'll be standing here
I guess sad eyes never lie
I guess sad eyes never lie

I guess sad eyes never lie
Sad eyes never lie